Il Vaticano conferma la posizione della Chiesa sull'uso dei reservativi contro l'Aids. "La Chiesa - si legge in una nota della Santa Sede in risposta alle polemiche sollevate dalle parole del Papa - concentra il suo impegno non ritenendo che puntare essenzialmente sulla più ampia diffusione di preservativi sia in realtà la via migliore"
"A proposito degli echi suscitati da alcune parole del Papa sul problema dell'Aids - si legge nella nota - il direttore della sala stampa, P. Federico Lombardi, precisa che il Santo Padre ha ribadito le posizioni della Chiesa cattolica e le linee essenziali del suo impegno nel combattere il terribile flagello dell'Aids: primo, con l'educazione alla responsabilità delle persone nell'uso della sessualità e con il riaffermare il ruolo essenziale del matrimonio e della famiglia; due: con la ricerca e l'applicazione delle cure efficaci dell'Aids e nel metterle a disposizione del più ampio numero di malati attraverso molte iniziative ed istituzioni sanitarie; tre: con l'assistenza umana e spirituale dei malati di Aids come di tutti i sofferenti, che da sempre sono nel cuore della Chiesa". "Queste - conclude la nota - sono le direzioni in cui la Chiesa concentra il suo impegno non ritenendo che puntare essenzialmente sulla più ampia diffusione di preservativi sia in realtà la via migliore, più lungimirante ed efficace per contrastare il flagello dell'Aids e tutelare la vita umana"
PARIGI: 'GRANDISSIMA PREOCCUPAZIONE' PER LE PAROLE DEL PAPA PARIGI - ''Grandissima preoccupazione'' e' stata espressa oggi dal ministero degli Esteri francese per ''le conseguenze'' sulla lotta contro l'Aids delle parole del papa Benedetto XVI sull'uso del preservativo.
"La Francia - ha dichiarato alla stampa il portavoce del ministero degli Esteri, Eric Chevallier - esprime fortissima preoccupazione davanti alle conseguenze di queste frasi di Benedetto XVI". "Se non spetta a noi dare un giudizio sulla dottrina della Chiesa - ha aggiunto - riteniamo che frasi del genere mettano in pericolo le politiche di sanità pubblica e gli imperativi di protezione della vita umana".
La Francia ritiene che "insieme all'informazione, all'educazione e ai test, il preservativo sia un elemento fondamentale delle azioni di prevenzione della trasmissione del virus dell'Aids". Lo ha detto il portavoce del Quai d'Orsay, Eric Chevallier. Parigi rimane "risolutamente impegnata nell'accesso universale alla prevenzione, ai trattamenti, alle cure e al rispetto dei diritti delle persone che vivono con il virus HIV". Chevallier ha sottolineato l'importanza di "dar prova di spirito di responsabilità e di solidarietà " ed ha "reso omaggio" a coloro che "tutti i giorni, sul campo, applicano queste politiche di prevenzione e di accesso alle cure ovunque nel mondo". "A proposito del contributo della Francia alla lotta contro l'aids nel mondo, e in particolare in Africa - ha proseguito - le nostre iniziative e il volume dei nostri contributi testimoniano quanto sia una priorità per il nostro paese".
GERMANIA: PRESERVATIVI DECISIVI CONTRO L'AIDS BERLINO - I preservativi hanno un "ruolo decisivo" nella lotta all'Aids: qualsiasi altro mezzo sarebbe "irresponsabile". Lo hanno reso noto oggi i ministeri tedeschi della Sanità e dello Sviluppo in un comunicato congiunto commentando così le parole del Papa su questo tema.
"L'Hiv/Aids fa parte ancora oggi delle minacce più grandi all'umanità, non dobbiamo indebolire la lotta contro l'Aids, non nel nostro Paese, né a livello internazionale", affermano nella nota le ministre federali della Sanità, Ulla Schmidt, e dello Sviluppo, Heidemarie Wieczorek-Zeul. "In questo senso, i preservativi hanno un ruolo decisivo - prosegue il comunicato -. I preservativi salvano la vita sia in Europa, sia in altri continenti". Soltanto nell'Africa sub-sahariana "22 milioni di uomini hanno l'Aids - sottolineano le ministre -. La cooperazione moderna per lo sviluppo dei paesi del terzo mondo deve mettere a disposizione dei più poveri i mezzi per la pianificazione familiare". "E di questo fa parte soprattutto l'uso dei preservativi": Qualsiasi altri mezzo, "sarebbe irresponsabile", conclude la nota.
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