Sigla

mercoledì 20 maggio 2009

Il GPS smetterà di funzionare nel 2010?

Secondo un articolo dell'edizione on-line de "Il Sole 24 Ore" presto una parte importante della costellazione di satelliti che compongono il sistema GPS potrebbe smettere di funzionare, lasciando al buio tutti i navigatori del mondo.
Per capire meglio questa vicenda bisogna partire dal lontanto 1991 quando il pentagono apre l'uso dei satelliti GPS agli usi civili. Al tempo i militari americani inserirono nella parte civile un errore di 100-150 metri, successivamente ridotto a 10-20 metri nel 2000. Il sistema GPS necessita di almeno 28 satelliti per coprire l'intero globo, tuttavia in orbita vi sono 31 satelliti. Per avere una posizione bisogna poter "vedere" almeno tre satelliti, con i navigatori sono in grado di misurare le nostre coordinate con un'operazione detta triangolazione. Ovviamente più è alto il numero di satelliti visti, più la misurazione delle coordinate sarà precisa. Proprio la triangolazione detta il numero minimo di satelliti necessari (28), sotto questo numero il sistema crollerebbe almeno in alcune aree del mondo che non sarebbero più coperte.
A quanto pare questo rischio è tuttaltro che remoto, infatti, secondo un organismo americano paragonabile alla nostra corte dei conti, non è stata eseguita la adeguata manutenzione di questi satelliti che quindi potrebbero smettere di funzionare in numero significativo già nel 2009.
Pochi sanno che oggi il GPS non è l'unico sistema satellitare di posizionamento esistente. Infatti, è in uso anche il sistema russo Glonnas, sempre gestito dai militari. Il primo sistema di posizionamento completamente civile sarà il sistema europeo Galileo, attualmente ancora in fase di costruzione (sono in orbita solo alcuni satelliti per dei test). Galileo promette di essere molto più preciso dei sistemi russo e americano in quanto non conterrà errori volontari (eccenzion fatta, probabilmente, nelle vicinanze di obbiettivi sensibili come basi militari o ambasciate "calde") e sarà costituito di uno sciame di satelliti più moderno. La sua proprietà poi sarà civile e quindi aperta a tutti e questo non permetterà ai militari di influenzarne la precisione, anche in virtù della sua appartenenza ad un organismo internazionale (UE) che non è dotato di forze militari.
Sfortunatamente non è dato sapere quando saranno acquistabili sistemi equipaggati per ricevere il segnale dalla costellazione Galileo e attualmente in Italia non sembra essere possibile acquistare navigatori che utilizzano il sistema Glonnas, quindi per ora bisogna sperare in un veloce intervento dei militari USA.

venerdì 15 maggio 2009

Ryanair toglierà i check-in desk?


A quanto pare Ryanair sarebbe in procinto di eliminare la maggior parte dei check-in desk negli aeroporti, mantenendone solo un piccolo numero per coloro che necessitano di imbarcare anche un bagaglio nella stiva. Secondo il sito del Financial Times la novità dovrebbe arrivare nel mese di ottobre.
Lo scopo di questa misura è ovviamente quello di contenere i costi disincentivando il voler portare dei bagagli da mettere in stiva e obbligando i passeggeri con il solo bagaglio a mano ad effettuare il check-in online (da poco diventato a pagamento, 5€ / 5£), stampando direttamente la carta d'imbarco.
Secondo l'AD Michael O'Leary (nella foto), prima dell'introduzione della "tassa", chi portava con se un bagaglio da imbarcare nella stiva rappresentava l'80% di tutti i passeggeri, mentre oggi questi rappresentano solo il 25%. Attualmente circa il 60% dei passeggeri utilizza il check-in online stampandosi autonomamente la carta d'imbarco.
Sempre secondo O'Leary questa mossa trasformerà profondamente l'esperienza in aeroporto dei passeggeri accorciando le code e riducendo l'anticipo con cui presentarsi in aeroporto.

martedì 31 marzo 2009

Compagnie aeree USA in ripresa? Forse!

Sembra proprio che la crisi stia finendo, almeno per le compagnie aeree made in USA, questo almeno secondo un articolo del Wall Street Journal. Per Aprile, infatti, sembra che le prenotazioni vadano meglio del previsto. Secondo Scott Kirby, presidente della US Airways Group Inc. , il peggio potrebbe essere ormai passato.
Negli ultimi mesi le tariffe dei voli coast to coast sono scesi del'8,7%, mentre quelle dei voli per l'Europa sono calati del 10%. Molte compagnie, per attirare più clienti, hanno anche cominciato a raddoppiare (e in qualche caso a triplicare) le miglia sulle card dei frequent flyer. Altre compagnie hanno poi promesso di rimborsare il biglietto a quei clienti che dovessero perdere il posto di lavoro prima della partenza (una misura simile sta per essere attivata dalla GM per incentivare l'acquisto di auto).
Ad oggi queste misure sembrano aver funzionato guardando appunto alle prenotazioni di Aprile. Anche per il periodo estivo gli operatori si aspettano di avere aerei pieni ma la domanda che tutti si pongono è: a che prezzo? Non è infatti ancora chiara quale sia la portata di questo miglioramento e quindi è molto difficile prevedere cosa possa succedere nel prossimo periodo. Questo perché i tempi di prenotazione si avvicinano sempre più al momento del viaggio, infatti, sempre la US Airways fin'ora ha venduto solo il 20% dei posti di Maggio.
Molti analisti comunque prevedono che le maggiori compagnie aeree chiuderanno i conti in attivo e questo, è stato grazie al periodo della crisi del prezzo del greggio (chi l'avrebbe detto). Infatti, gli elevati costi del petrolio hanno obbligato tutte le compagnie aeree a ridimensionare la propria capacità e questo ovviamente le ha messe in una posizione di favore nel momento in cui la crisi è cominciata.
Purtroppo, per ora, non ci sono informazioni riguardo alle maggiori compagnie del vecchio continente ma si spera che la situazione sia analoga.

Fonte: Articolo Wall Street Journal

sabato 28 marzo 2009

Polizia e CC al verde a Vicenza? Per fortuna c'è la Provincia!

Secondo un articolo comparso oggi su "Il Giornale di Vicenza" la Provincia di Vicenza si appresta a pagare 100.000 euro per permettere a Polizia e Carabinieri di poter restare operativi. Sembra infatti che ormai i tagli alla sicurezza non permettano più di poter pagare i conti per le riparazioni e per il carburante, obbligando quindi a diminuire le operazioni di controllo sul territorio. Un'azione analoga era già stata presa dalla Provincia di Verona poco tempo fa (per una cifra di 200.000 euro). A confermare la notizia è stato lo stesso presidente della Provincia Schneck (PDL) che ha riferito delle richieste di finanziamenti del Prefetto. Secondo Schneck la richiesta doveva essere accolta anche a causa della crescente domanda di sicurezza dei singoli cittadini. I soldi verranno ora consegnati al prefetto, il quale si occuperà della loro destinazione d'uso (probabilmente una buona parte verrà destinata ai conti per le officine)
Sembra purtroppo che un fenomeno che poco tempo fa era comune solo nelle regioni meridionali stia dilagando anche al nord. Questo governo, che ogni giorno afferma che c'è sempre più sicurezza, e che proprio sulla sicurezza ha costruito la sua campagna elettorale, dovrebbe farsi un esame di coscienza. Come si può garantire più sicurezza se le forze di polizia restano a piedi perché le auto sono rotte o non c'è la benzina? Dubito che si possa sconfiggere il crimine in bicicletta. Purtroppo se si vuole garantire più sicurezza l'unico modo è spendere. Spendere per le attrezzature, spendere per i carburanti, spendere per il personale. Forse non tutti sanno che l'età media degli uomini in volante sta aumentando pericolosamente. Tra qualche anno ci troveremo con le volanti piene di uomini vicini alla pensione che dovranno correre dietro ai criminali.
Tuttavia è da lodare il comportamento della Provincia che, pur di assicurare la protezione ai cittadini, si fa carico di spese che non rientrano nelle proprie competenze.
Fonte: Articolo "
Il Giornale di Vicenza"

mercoledì 25 marzo 2009

E come previsto Air France diventa azionista di riferimento in Alitalia

Non si tratta esattamente di un'acquisizione ma bensì di un aumento di capitale riservato del valore di 323 milioni di euro (in precedenza la cordata italiana aveva acquistato dallo stato asset per un valore di poco superiore al miliardo di euro). Questo porterà la compagnia franco-olandese a detenere il 25% della nuova alitalia, diventando, di fatto, il nuovo azionista di riferimento e quindi di comando.
Al momento si attende l'autorizzazione da parte delle autorità sulla concorrenza, comunque si dovrebbe arrivare alla conlusione dell'intero iter entro la metà della prossima settimana, quando saranno resi noti anche i dettagli dell'operazione.
Con questa operazione Air France - KLM si rafforza come vettore più importante del continente europeo, distanziando ancora di più i dirette concorrenti (British Airways e Lufthansa).
Ora comunque la partita diventa anche politica, infatti, oggi Umbero Bossi, leader della Lega Nord, incontrerà il premier Silvio Berlusconi per spingere per un ripensamento della scelta di Air France - KLM. Bossi infatti preferirebbe Lufthansa come partner per Alitalia, in quanto ha promesso di optare per una strategia multi-hub, salvando così lo scalo milanese di Malpensa, mentre per ora i piani sono quelli di concentrare le attività solo sullo scalo romano di Fiumicino.
Ora comunque bisognerà aspettare la prossima settimana per vedere cosa succederà alla fine, infatti, la vicenda Alitalia, fino a questo punto, è stata piena di colpi di scena.
Di seguito viene riportato un video preso dal canale Bloomber Television di YouTube.

martedì 24 marzo 2009

Le linee aeree seguono gli Hotel con i CRM

Oggi sul sito del Wall Street Journal è presente un'interessante articolo in merito alle compagnie aeree. In particolare vengono presi in esame tutti quegli accorgimenti che portano a fornire un servizio migliore e quindi a fidelizzare il cliente. Questa procedura passa attraverso una personalizzazione dei servizi ed è già usata con successo all'interno delle strutture ricettive, specialmente quelle di categoria superiore e facenti parte di grandi catene internazionali. Ovviamente questa non è una pratica che posso intraprendere tutte le compagnie aeree, saranno escluse le compagnie low-cost, che proprio in virtù della loro natura tendono a tagliare i costi su tutti i servizi non essenziali, al fine di proporsi con prezzi particolarmente bassi.
Il customer relationship management (CRM) sembra quindi entrare anche nel mondo dell’aviazione. Lo scopo ovviamente sarà quello di offrire servizi sempre più personalizzati e fidelizzare i propri clienti. Attualmente lo scoglio sembra essere la mancanza di un database unificato con le preferenze dei clienti, infatti, una stessa compagnia oggi usa fino a sei differenti sistemi di gestione e questo complica molto le cose. Questo fatto è dovuto probabilmente all’eccessiva concentrazione sull’evoluzione dei sistemi di yield management, dove oggi le compagnie aeree primeggiano.
Un primo passo sarà sicuramente quello di arrivare ad avere un unico sistema di gestione con cui la compagnia può ricostruire la storia di ogni singolo cliente, segnando quali problemi ha incontrato in precedenza, quante volte ha volato, da dove a dove, quanto ha speso, quali sono state le sue lamentele, ecc ecc. Una volta fatto questo risulterà molto più semplice porsi nel modo migliore verso il cliente. Una delle prime compagnie a provare questa strada è stata la Alaska Airlines che offre ai propri clienti di alto livello un cocktail a seconda delle loro preferenze e li ringrazia per nome per aver scelto la loro compagnia. Il punto ovviamente non è il cocktail ma il fatto di riconoscere i clienti per nome e farli quindi sentire importanti. Sulla maggior parte delle linee aeree oggi si può essere il miglior cliente in assoluto ma i vantaggi saranno sempre decisamente pochi. Si va infatti dalle raccolte punti delle tessere frequent-flyer fino alle salette vip negli hub principali (ma ogni compagnia avrà sempre pochi hub in cui possiede delle sale dedicate e generalmente si tratta degli aeroporti della capitale dello stato di appartenenza). Decisamente molto poco rispetto a certe grandi catene ricettive che mettono anche il cioccolatino preferito del cliente sul cuscino quando vengono rifatte le stanze.
Un punto di debolezza in questo campo è anche la scarsa comunicatività tra i dipendenti a diretto contatto con i clienti e i diversi manager, per cui risulta difficile far passare certe pratiche che possono portare all’affiliazione. Strumenti come i chioschi automatici hanno cercato di circumnavigare il problema, offrendo servizi sempre più particolari (es self service checkin) ma non hanno lo stesso valore di un’interazione umana, anche se offrono la possibilità di tagliare sui pesanti costi per i dipendenti.
Per il futuro sono molte le idee che stanno emergendo, anche se per ora ogni compagnia viaggia su binari diversi. Alcune aviolinee stanno progettando di fornire assistenza personalizzata ai clienti i cui bagagli vengono smarriti avvertendoli immediatamente dai monitor della sala per la raccolta dei bagagli. In questo modo le persone non devono aspettare eccessivamente per sapere che il loro bagaglio non arriverà e possono già andare a parlare con il desk preposto (dove si cercherà di fare in modo che il problema sia già conosciuto e che la soluzione sia già pronta). Altre compagnie invece puntano a risolvere i problemi nel caso di cambi di volo, sia nei casi di cancellazione di alcuni voli, sia nel caso di perdita di coincidenze. Per affrontare questi problemi il massimo sarebbe avere già la soluzione in mano prima che il cliente venga a lamentarsi per il problema, mettendo a disposizione tutte le possibili scelte (rimborso, notte in hotel, nuovo volo, buoni per i ristoranti, servizio babysitter, ecc ecc).
Tuttavia c’è un punto su cui le compagnie si sono già aggiornate (probabilmente perché era il più semplice e il meno costoso) e sono le mail personalizzate. Quando infatti si va a prenotare un volo, con la conferma del biglietto possono essere spedite una serie di informazioni come ad esempio gli eventi presenti nella destinazione nel periodo di permanenza, le previsioni del tempo, sconti per soggiornare in alcuni hotel convenzionati, informazioni sui mezzi per raggiungere il centro città, ecc ecc.

Fonte: Articolo Wall Street Journal